Tatuaggio??? PDF Stampa E-mail

Il tatuaggio è un metodo usato fin dai tempi antichi per decorare il proprio corpo, anche se diverso è il significato attibuito nel corso dei secoli a questa pratica, spesso associata a rituali religiosi e magici.

I primi a dipingersi il corpo furono nel lontano 6000 a.c., gli aborigeni australiani, antico popolo sopravvissuto fino ai giorni nostri, ma le notizie più certe sull'arte del tatuaggio risalgono a 5000 anni fa.

La parola "tattoo" entra a far parte della lingua inglese nel 1644 per indicare il rullo dei tamburi e pare derivi dal polinesano "tatau" che significa bussare, colpire, ma anche in senso figurato, impressionare, segnare; l'origine del termine non è affatto casuale: furono infatti proprio i polinesiani più di altri popoli a svilluppare e diffondere in tutto il mondo l'arte del tatuaggio.

La pratica del tatuaggio arriva in Europa solo nel 1769 al ritorno del capitano James Cook da un viaggio nelle isole dei mari del Sud. Gli abitanti di quelle isole producevano un inchiostro nero estratto dal fumo di un particolare tipo di noci. Per quelle popolazioni l tatuaggio aveva soprattutto un significato legato alla guerra: i corpi dei guerrieri non tatuati e morti in battaglia, infatti, venivano trattati con scarso rispetto dalle tribù nemiche, mentre le teste dei guerrieri tatuati erano tagliate e conservate. Sempre i polinesiani si tatuavano per documentare il raggiungimento di tappe fondamentali della propria vita attraverso articolate cerimonie religiose.
Gli usi che del tatuaggio sono stati fatti in Occidente hanno probabilmente determinato la cattiva fama di cui questa forma espessiva ha sofferto. La cultura occidentale ha utilizzato il tatuaggio per scopi sicuramente discutibili come marchiare le persone ai margini della società quali schiavi, criminali e prostitute.
Anche i soldati venivano tatuati o marchiati per impedire loro la diserzione, una tradizione che l'esercito inglese ha mantenuto fino alla Prima Guerra Mondiale quando sul braccio dei disertori veniva impressa la lettera "D".
I marinai, principali artefici della diffusione del tatuaggio nel mondo, avevano in origine riproduzioni del crocifisso sulla schiena e sembra che la scelta dell'immagine sacra fosse determinata dall'idea di poter in qualche modo fermare la mano del fustigatore che infliggeva le punizioni sulle navi.
anche in Giappone il tatuaggio venne inizialmente utilizzato per marchiare i delinquenti e, solo in un secondo tempo, divenne una pratica raffinata.
A partire dagli anni Cinquanta rockers, teddy boys, hippies e punk riscoprirono il tatuaggio come forma espessiva per esprimere la propria ribellione nei confronti della società.

Se un tempo da un tatuaggio si poteva intuire la tribù di apparteneza di una persona, il suoceto sociale e, in alcuni casi, anche il suo stato civile, oggi gli alti livelli artistici e le tecniche impiegate fanno si che il tatuaggio abbia come scopo principale l'esaltazione della bellezza fisica e la ricerca di un particolare linguaggio espressivo.
La caratteristica fondamentale rimane comunque il "supporto" usato, il fatto cioè che l'artista disegna e colora una "tela" che ha una vita propria e che, finita l'opera, si alza e se ne va, qualche volta, per sempre.

 

Il Tatuatore

Ho cominciato ad occuparmi di tatuaggi nel 1993  tatuando, in casa,
amici e parenti.
Nel 1996 ho iniziato a lavorare come tatuatore a tempo pieno e continuo ancora oggi.
Nonostante i miei 16 anni di lavoro professionale penso di avere ancora molto da imparare da questa forma di arte.

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